I vulcani Nyiragongo e Nyamuragira: pozzi di lava a cielo aperto

Il Congo è un Paese famoso per il suo clima equatoriale, il suo sottosuolo ricco di minerali di vario genere, la sua popolazione giovane e dinamica, la legislazione favorevole all’ingresso di investitori stranieri e il suo originale diritto fondiario. Eredita la legislazione coloniale belga, modellata sul sistema romano-germanico e ispirata al Codice Napoleonico del 1804.
In questo fermento di individualità, il Paese situato sulla linea dell’equatore beneficia anche della presenza di due vulcani attivi sul proprio territorio. È uno degli circa 80 Paesi che ospitano sul proprio territorio montagne dalle braci ardenti. In Congo sono il Nyiragongo e il Nyamuragira a esplodere con combustioni sconcertanti e a riscaldare il cielo e la terra con le loro lave incandescenti.
In questo articolo torniamo con voi su queste due montagne piene di magma al confine tra il nucleo terrestre e la sua superficie: frammenti della crosta terrestre.
Vulcani antichi
Con un’età stimata tra i 12.000 e i 50.000 anni, il Nyiragongo e il Nyamuragira sono vulcani attivi situati nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, all’interno del Parco Nazionale dei Virunga. Si tratta di vulcani attivi la cui ultima eruzione risale rispettivamente al 2021 e al 2026. Raggiungono un’altitudine di circa 3.470 metri e 3.058 metri. Situati nei pressi del Lago Edoardo, sono luoghi sottoposti a stretta sorveglianza scientifica per l’attività geologica che generano. Si tratta, infatti, di vulcani prevalentemente effusivi, ovvero il tipo di emissioni laviche prodotte dai vulcani è costituito, nella sua totalità, da colate di lava fluida. La velocità di scorrimento della lava è elevata a causa della sua bassa viscosità; i crateri sommitali dei vulcani sono generalmente luoghi molto movimentati, con lava e fumo ben visibili.
I due vulcani si trovano a circa 14 km in linea d’aria; sebbene siano entrambi attivi, non condividono lo stesso sistema magmatico: i loro serbatoi di magma sono distinti e indipendenti. Del resto, il magma che espellono è separato l’uno dall’altro. Il magma del Nyiragongo è ricco di alcali e molto povero di silice; è uno dei magmi più rapidi al mondo, con una viscosità molto bassa. Il magma del Nyamuragira è più classico, con una composizione a metà tra la basanite e la tefrite; il suo flusso corrisponde a quello normale comunemente osservato in un vulcano continentale.
Esistono diversi tipi di morfologie vulcaniche: vulcano a scudo, stratovulcano, vulcano a fessura, cupola vulcanica, caldera, cono di scorie, crateri da esplosione, campi monogenici esplosivi, trappi e dorsali medio-oceaniche.
I due vulcani del Congo sono, rispettivamente, lo stratovulcano Nyiragongo e il vulcano a scudo Nyamuragira. Lo stratovulcano è caratterizzato da un versante ripido e da un lago di lava quasi permanente, come nel caso del vulcano Nyiragongo. Il vulcano a scudo è caratterizzato da una base ampia e piatta con eruzioni frequenti: queste sono le caratteristiche del vulcano Nyamuragira. Entrambi i vulcani sono gestiti dall’ente governativo dell’Osservatorio vulcanologico di Goma. Condividono entrambi lo stesso rift geologico, nato dal ramo occidentale del Rift africano orientale: il rift Albertino. Si tratta dei due vulcani più attivi dell’Africa.
Una fauna unica
Il Parco Nazionale dei Virunga ospita i due vulcani Nyiragongo e Nyamuragira. Si tratta di un parco importante per il Paese poiché, oltre a ospitare i due principali vulcani del continente africano, il parco ospita una fauna e una flora uniche. Complessivamente, il parco si estende su una superficie di circa 7,9 km² e ospita quasi 218 specie animali. Vi si trovano i mammiferi più grandi del Paese: grandi primati, grandi mammiferi, grandi uccelli, grandi anfibi e grandi rettili.
Questo parco è stato istituito il 21 aprile 1925 ed è il più antico d’Africa; è stato fondato dal principe Alberto II del Belgio. Numerose personalità di spicco hanno visitato il parco, tra cui, ad esempio, Joseph Kabila.
Nel parco si trovano tre specie di grandi primati: il gorilla di montagna, il gorilla delle pianure orientali e lo scimpanzé orientale. Si tratta di tre specie di mammiferi la cui alimentazione principale è costituita da frutta e foglie. Questi primati si trovano principalmente nella regione dell’Africa centrale. Questi mammiferi vivono prevalentemente in gruppo e sono animali eccellenti per il ripristino dell’ecosistema.
Il Parco dei Virunga ospita anche altre specie di mammiferi, tra cui l’ippopotamo e l’elefante della foresta, un imponente mammifero acquatico. Entrambi vivono nei pressi del Lago Edoardo, situato all’interno del Parco dei Virunga. Si trovano mammiferi anche nei pressi del Lago Alberto, che si trova anch’esso nella Repubblica Democratica del Congo ma non all’interno del Parco dei Virunga.
Tra i mammiferi carnivori, nel parco si trova il re della savana, il leone. Un mammifero emblematico che si distingue per la sua famosa criniera dorata. Convive con altri felini e la sua popolazione conta circa cinquanta esemplari.
Nel Parco del Virunga si può osservare anche l’okapi, famoso ruminante cugino della zebra. Qui vive in numero esiguo ed è un mammifero che si avvista piuttosto raramente.
Nel parco si trovano anche il bufalo e l’antilope cob di Thomas.
Osservatorio vulcanico di Goma (OVG)
I vulcani suscitano tanto interesse quanto stupore; a Goma sono monitorati dall’ente ufficiale dell’Osservatorio vulcanico di Goma, che ne garantisce la sorveglianza scientifica e tecnica. L’agenzia ha sede sul Monte Goma ed è direttamente collegata al Ministero della Ricerca e dell’Innovazione della Repubblica Democratica del Congo.
La sua missione principale è quella di osservare i due vulcani, descriverne l’attività vulcanica e monitorarne l’attività geochimica al fine di allertare la popolazione e il governo in caso di attività.