Le Comore e la loro lista di 10 animali selvatici in via di estinzione

L’arcipelago delle Comore è famoso per la moltitudine delle sue isole, per la diversità della sua popolazione, per le sue spiagge di sabbia fine e i pescatori che vi abitano, per i suoi piatti creoli e i suoi cibi esotici, ma anche per la diversità della sua diversità. Sulla terraferma, in mare, nell’aria, esistono animali endemici, quasi estinti, che si trovano solo in questo arcipelago. Il pipistrello di Livingstone, la farfalla dalla coda lunga, il maki delle Comore, la tartaruga imbricata, il gufo di Anjouan, il gufo di Mohéli, il gufo di Karthala, lo zosteropo di Karthala, il drongo di Grande Comore e il dugongo sono tutte specie che vivono nell’arcipelago delle Comore e che non si trovano in nessun altro luogo. Perso nel mezzo dell’Oceano Indiano, su un territorio di circa 1.862 chilometri quadrati, vivono queste specie rare, immerse in una flora singolare che funge da habitat.
In questo articolo vi presentiamo questi animali che si vedono solo sulle isole delle Comore. Si parte!
Pipistrello di Livingstone
Si tratta di un pipistrello gigante che sembra uscito da una fiaba di Walt Disney: misura circa 30 cm di lunghezza, con un’apertura alare di 1,5 m e un peso di circa 1 kg. Contrariamente a quanto potrebbe far credere il suo aspetto imponente, questa specie non è carnivora, bensì erbivora. Deve le sue grandi dimensioni a una dieta composta principalmente da frutta, fiori e polline. Quando si nutre, è nota per masticare la polpa per estrarne il succo e spesso sputa le fibre e i semi. Quasi come un essere umano, tuttavia, spesso spaventa gli abitanti dei villaggi vicini in cui si rifugia, e viene spesso allontanata quando sceglie di vivere in prossimità degli esseri umani. Vittima anche della deforestazione, è una specie considerata a rischio. Viene spesso avvistata nei pressi di Dahari o in cattività allo zoo di Jersey.
Farfalla dalla coda lunga
Conosciuta con il nome inglese di “Yellow lady” (Graphium levassori), la farfalla dalla coda lunga è una farfalla lunga circa 6 cm e larga 10 cm, a rischio di estinzione alle Comore. Si tratta di una farfalla relativamente grande; a quanto pare, le specie di grandi dimensioni non godono di buona fortuna alle Comore. Come tutte le farfalle, si nutre di nettare, foglie e frutti. È una farfalla di colore giallo con nervature nere, il cui habitat naturale si trova nelle foreste dell’arcipelago delle Comore.
Maki delle Comore
Un’altra specie minacciata di estinzione: si tratta di una specie di lemure che vive in natura al di fuori del Madagascar. Si nutre principalmente di frutta, vive in gruppo ed è molto socievole. La sua esuberante socievolezza gli è però di svantaggio, poiché, essendo abbastanza facile da addomesticare, viene talvolta cacciato dall’uomo come selvaggina. Il maki è l’emblema dell’arcipelago delle Comore e si trova sull’isola di Dahari.
Tartaruga embricata
Avvistabile a Mohéli, in particolare sulle spiagge della regione di Itsamia o nel parco marino di Mohéli che ne tutela la specie, la tartaruga embricata è una specie rara delle Comore che rappresenta magnificamente l’isola. Tartaruga marina che si trova sia sulle spiagge che negli oceani, incarna perfettamente la vita sull’isola. Il suo nome deriva dalle placche posteriori del carapace che si sovrappongono. Si tratta inoltre di una specie minacciata, non solo a causa della distruzione del suo habitat, ma soprattutto a causa del bracconaggio di cui è vittima. Il suo carapace è molto ricercato come elemento decorativo ed è ampiamente utilizzato in gioielleria.
Gufo di Anjouan
Gufo endemico delle Comore, il gufo di Anjouan è anch’esso una specie minacciata. Non si tratta di un animale di grandi dimensioni, ma il suo stato di conservazione è decisamente a rischio a causa del degrado del suo habitat. È un gufo nero che si avvista principalmente sull’isola di Anjouan. Si nutre essenzialmente di insetti, non di roditori né di altri animali.
Gufo di Mohéli
Un altro piccolo animale, anch’esso in via di estinzione, il gufo di Mohéli è un gufo di colore marrone che si trova principalmente sull’isola di Mohéli. Come l’altro gufo che porta lo stesso titolo di “duca” nel nome, si nutre esclusivamente di insetti. Si tratta in realtà di una specie affine, Otus capnodes (gufo di Anjouan), Otus moheliensis (gufo di Mohéli), rapace endemico dell’arcipelago delle Comore.
Gufo di Karthala
Ultimo della lista degli Otus in via di estinzione, il gufo di Karthala (Otus pauliani) è un gufo dai colori marroni e neri che vive sull’isola di Grande Comore. Più precisamente nei pressi del vulcano Karthala, da cui prende il nome. Come i suoi simili, si nutre esclusivamente di insetti ed è vittima di un degrado rapido e incontrollato del proprio habitat.
Zosteropo di Karthala
Uccello di piccole dimensioni che vive di giorno, lo Zosteropo di Karthala o Zosterops mouroniensis è una specie minacciata delle Comore. È un uccello simile a un passero, interamente di colore verde; lo si trova sull’isola di Grande Comore, spesso nei pressi di Karthala, da cui prende il nome. Si nutre di semi, nettare e frutti.
Drongo della Grande Comore
Specie di passeriforme nero, il drongo della Grande Comore (Dicrurus fuscipennis) è un uccello a rischio di estinzione dell’arcipelago delle Comore. Vive nelle foreste tropicali dell’isola, da cui deriva il calo della sua popolazione. Per aspetto e dimensioni ricorda un corvo, ma a differenza di quest’ultimo, il drongo, che vive nelle foreste tropicali dell’Oceano Indiano, è insettivoro e ha la coda biforcuta. Il corvo, presente nelle regioni fredde, è onnivoro e ha la coda dritta. Entrambe le specie hanno lo stesso piumaggio nero.
Dugongo
Mammifero marino che si osserva nelle acque profonde dell’arcipelago delle Comore. Il dugongo è, insieme al lamantino, uno dei due soli rappresentanti del genere Sirenia. Nuota nell’Oceano Indiano, nell’Oceano Pacifico e anche nel Mar Rosso. È una specie classificata come vulnerabile dall’IUCN. Soprannominato anche “mucca marina”, questo mammifero marino misura circa 4 m e pesa 900 kg. Come un elefante, il suo muso termina con una sorta di piccola proboscide allargata. Ha un paio di piccole zanne poco visibili e un totale di 18 denti; la sua longevità può raggiungere i 70 anni. È meno numerosa del lamantino: nel 2019 se ne contavano 40.000 esemplari. È vittima della pesca intensiva, delle imbarcazioni ma anche del bracconaggio; inoltre, l’inquinamento e l’urbanizzazione delle coste non favoriscono il suo habitat. Compare nell’opera di Jules Verne, «Ventimila leghe sotto i mari».