I settori in crescita del Congo
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Con una superficie di 342.000 km² e una popolazione di 6,107 milioni di abitanti, la Repubblica del Congo è un Paese in crescita: dal settore petrolifero, all’industria del legname, all’agricoltura, in questo articolo diamo uno sguardo ai pilastri dell’economia congolese e vi raccontiamo tutto. Come vengono gestite le risorse della Repubblica del Congo, come vengono classificate le rendite, torniamo con voi agli afflussi di capitale dello Stato del Congo, facciamo un topo con voi sulle basi dell’economia della Repubblica del Congo.
I proventi del petrolio
Con il 57% delle entrate di bilancio del Paese, il petrolio è la principale fonte di reddito della Repubblica del Congo. L’importo portato dal petrolio è di 1.491,4 miliardi di franchi CFA, pari a quasi 2,3 miliardi di dollari. Per il governo della Repubblica del Congo, questo rappresenta il rimborso dei prestiti esterni, degli accantonamenti e delle riserve potenziali e varie, oltre al rimborso delle obbligazioni e del debito interno (ota+bta).
Il petrolio nella Repubblica del Congo è sfruttato da Total, Maurel & Prom ed Eni, rispettivamente società francesi e italiane. Sul territorio, il petrolio viene ridistribuito da 5 stazioni di servizio: Total (36 stazioni), Puma (27 stazioni), X oil (15 stazioni), Afric’ (6 stazioni) e SNCP (9 stazioni).
I campi petroliferi si trovano sulla costa vicino a Pointe-Noire, la capitale economica del Paese. Impiega quasi 4.000 persone ed estrae circa 400.000 barili al giorno.
La legislazione petrolifera della Repubblica del Congo stabilisce che nessuno può intraprendere alcuna attività a monte sul territorio della Repubblica del Congo senza la previa autorizzazione dello Stato, sotto forma di permesso di prospezione o di titolo minerario. I titoli minerari non sono né trasferibili né cedibili. Costituiscono diritti distinti dalla proprietà del terreno, indivisibili e non cedibili. Sono concessi esclusivamente a società nazionali.
La maggior parte dei siti di produzione è costituita da siti di perforazione offshore, che richiedono l’installazione di piattaforme galleggianti al largo delle coste del Paese. Il petrolio raccolto viene caricato direttamente sulle navi cisterna per essere venduto al resto del mondo. La raffinazione avviene a Pointe-Noire. Le piattaforme petrolifere impiegano lavoratori sia stranieri che locali e sono importanti centri di occupazione oltre che importanti centri economici.
L’industria del legno
L’industria del legname, che copre quasi il 60% del territorio della Repubblica del Congo, è il secondo pilastro dell’economia congolese. In termini di valore e di dimensioni delle sue foreste, è al secondo posto nella classifica. Il legname sfruttato dalla Repubblica del Congo è principalmente legno nobile. Nelle foreste della Repubblica del Congo si trovano tronchi di okoumé, mogano, sequoia e limba.
Il disboscamento in Congo è effettuato principalmente da boscaioli locali. Il legno entra poi nella catena dei prodotti del legno per l’esportazione o per l’uso sul mercato locale.
In termini di valore, l’industria del legname ha un valore di 580 milioni di FCFA, pari a circa 1 milione di dollari. La legislazione che regola l’industria del legname è la seguente: i permessi di taglio vengono rilasciati per raccogliere alberi nelle piantagioni forestali che fanno parte del demanio forestale dello Stato. I permessi sono limitati nel tempo, fino a un massimo di 6 mesi, e nel numero di alberi raccolti.
Il legname tagliato nella Repubblica del Congo è utilizzato come legna da ardere, ma viene anche trasformato in tavole, parquet, porte, travi e mobili. Quando viene esportato, viene utilizzato principalmente per arredare oggetti e trasformato in ornamenti.
Le aziende che sfruttano il legname nella Repubblica del Congo sono CIB con sede a Brazzaville, SICOFOR con sede a Pointe-Noire e CDWI con sede a Brazzaville.
Il legno nella Repubblica del Congo è una risorsa preziosa e rara, protetta dal governo per il suo valore ecologico e finanziario. Il popolo congolese è molto legato alle proprie foreste.
Il settore agricolo
Il terzo pilastro dell’economia della Repubblica del Congo, e non certo il meno importante, è il settore agricolo. Occupando quasi il 40% della popolazione attiva, l’agricoltura genera il 5% del PIL del Paese. È la principale occupazione delle famiglie congolesi, con l’80% delle aziende agricole a conduzione familiare. Le coltivazioni comprendono cacao, manioca, mais, fagioli e frutta di ogni tipo.
Il settore agricolo è un tema importante per il Congo, che dispone di 10 milioni di ettari di terreno coltivabile, pari a 1/3 della sua superficie.
L’agricoltura è un tema importante, oggetto di iniziative governative come la creazione di zone agricole protette (ZAP) e di zone economiche speciali (ZES). Le prime sarebbero zone agricole governative attrezzate e motorizzate, mentre le seconde sarebbero zone agricole con vantaggi fiscali e doganali.
Il settore agricolo della Repubblica del Congo è sostenuto anche dalla Banca Mondiale, dall’Unione Europea, dalla Banca Africana di Sviluppo e dall’AFD in collaborazione con la Francia.